Museo di Roma in Trastevere

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Giuseppe Vasi (1710 - 1782), Monastero e chiesa di S. Egidio in Trastevere delle suore Carmelitane, incisione

Il Museo di Roma in Trastevere ha sede in Piazza Sant’Egidio, in un edificio storico che dal XVII secolo fino a dopo l'unità d'Italia fu convento delle Carmelitane scalze. Anche la piazza deve il suo nome al monastero, nel quale è inclusa la chiesetta di Sant'Egidio.
 Il primo nucleo del monastero fu fondato nel 1601 presso la chiesina di S. Lorenzo in Ianiculo, poi restaurata e dedicata a S. Egidio, per ospitare l'ordine religioso delle Carmelitane Scalze. Su richiesta di Vittoria Colonna, nel 1628, papa Urbano VIII concesse alle monache anche la chiesa dei Santi Crispino e Crispiniano, proprietà dell'Università dei Calzolari, attigua a quella di S. Egidio. Quest'ultima venne demolita ed incorporata nel monastero. Di essa il Museo conserva, al piano terra, la lapide in marmo dell'Università dei Calzolai, risalente al 1614. La chiesa dei Santi Crispino e Crispiniano fu restaurata nel 1630, ornata di marmi dal connestabile Filippo Colonna e, due anni dopo, intitolata dal Papa alla Madonna del Carmelo e a Sant'Egidio. Le suore vissero nel convento fino alla presa di Roma.
 L'edificio divenne proprietà del Comune di Roma nel 1875 e dal 1918 fu sede del sanatorio antimalarico per l'infanzia "Ettore Marchiafava". Una lapide di marmo, all'ingresso del Museo, ricorda la data in cui il sanatorio venne dedicato al Marchiafava, medico illustre e senatore del Regno, esperto di malaria e, nel 1918, Assessore per l’Igiene. Erano gli anni in cui la malaria faceva molte vittime tra i lavoratori dell'Agro romano. I ragazzi rimanevano in sanatorio in media due mesi, affidati alle cure del medico del Governatorato e delle suore di carità di San Vincenzo de' Paoli. Vi erano inclusi un orto-giardino e una piccola scuola.
 Tra il 1969 2 il 1973 l'edificio fu restaurato dagli architetti Attilio Spaccarelli e Fabrizio Bruno, per adattarlo ad ospitare il Museo del Folklore e dei Poeti Romaneschi, presentando materiali relativi alle tradizioni popolari romane provenienti dal Museo di Roma, allora come ora in Palazzo Braschi. Il Museo del Folklore e dei Poeti Romaneschi aprì al pubblico ai primi di febbraio del 1977.
 Il Museo è stato recentemente ristrutturato per consentire un uso funzionalmente più rispondente alle attuali esigenze museografiche - tra le quali lo svolgimento di mostre, spettacoli e convegni - e ha riaperto al pubblico nel 2000 con la nuova denominazione Museo di Roma in Trastevere. 

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