I dipinti

La raccolta di dipinti del Museo è composta da opere del tardo XVIII e del XIX secolo ordinate secondo argomenti che illustrano alcuni aspetti della vita sociale a Roma. Le opere provengono per la maggior parte dal Museo di Roma.
Gli autori sono pittori italiani, come Ippolito Caffi e Vincenzo Morani, e stranieri, come Salomon Corrodi, Adolphe Roger e Teodor Aerni, i quali raffigurano episodi di vita popolare con una grazia e felicità, unite ad una sensibilità tale da permetterci l’immersione in un mondo ora scomparso.

Vincenzo Morani, Pranzo in campagna, 1858

Parte rilevante della collezione sono alcuni acquerelli della serie Roma sparita di Ettore Roesler Franz (1845-1907) raffiguranti piazze, palazzi, cortili, rive del Tevere, luoghi e aspetti della vita popolare romana che andavano scomparendo a causa del nuovo assetto urbanistico di Roma capitale dopo il 1870.
Nel XIX secolo il soggiorno a Roma era molto ambito dagli artisti e dalle persone di cultura europee ed americane; era ritenuto un evento affascinante ed un’occasione per conoscere esempi sublimi di arte antica e moderna. Essi ritrassero la città con i suoi monumenti illustri e allo stesso tempo rivolsero la propria attenzione ad episodi e personaggi che appartenevano alle classi popolari. Dipinsero quadri molto amati dagli acquirenti stranieri, ora esposti in numerosi musei europei ed americani.
Diversi sono i temi rappresentati nelle opere: il costume tradizionale, la devozione popolare, le feste e i divertimenti - come il carnevale, le luminarie notturne, la danza ed in particolare il saltarello - e aspetti della vita quotidiana come i mestieri e le attività che era possibile osservare in città: barbieri, fornai, lavandaie, carrettieri, ...
I dipinti fanno da contrappunto visivo alle Scene romane e, pur nell'esiguità del numero, riescono a far immaginare la vita popolare dell'Ottocento romano, come è stata codificata dal gusto e dalla sensibilità degli artisti che ne trassero ispirazione e dei museografi che, nella prima metà del Novecento, vollero ricrearla in "scene".